Xiaomi alza i prezzi fino al 25% su smartphone e tablet: colpa della crisi delle memorie
Xiaomi alza i prezzi di Xiaomi 17T Pro e POCO X8 Pro fino al 25% in più: colpa della crisi delle RAM che sta colpendo tutto il mercato Android. L'articolo Xiaomi alza i prezzi fino al 25% su smartphone e tablet: colpa della crisi delle memorie sembra essere il primo su Smartworld.

La crisi delle memorie continua a mordere e Xiaomi è l'ultima vittima illustre: l'azienda ha annunciato aumenti di prezzo significativi su diversi smartphone e tablet, citando esplicitamente il costo crescente dei componenti di memoria come causa principale. Non è una sorpresa, ma fa comunque effetto vedere certi numeri.
L'annuncio è arrivato tramite Xiaomi Japan e riguarda modelli già in commercio: Xiaomi dice di aver assorbito i costi più alti il più a lungo possibile, ma di aver raggiunto un punto in cui non è più sostenibile farlo. Ci aspettiamo che aumenti simili arrivino anche in altri mercati, Italia inclusa.
Gli aumenti interesseranno lo Xiaomi 17T Pro e diverse configurazioni dei POCO X8 Pro e X8 Pro Max. Lo Xiaomi 17T Pro con 12 GB di RAM e 256 GB di archiviazione salirà da 119.800 ¥ (~646 €) a 139.800 ¥ (~754€ ), mentre la versione da 12 GB/512 GB passerà da 139.800 ¥ (~754 €) a 159.800 ¥ (~862 €).
Anche i modelli POCO dovranno affrontare rincari altrettanto consistenti. Il POCO X8 Pro Max da 12 GB/256 GB passerà da 79.980 ¥ (~431 €) a 99.980 ¥ (~539 €), mentre il modello da 12 GB/512 GB salirà da 89.980 ¥ (~485€) a 109.980 ¥ (~593€).
Diverse altre configurazioni del POCO X8 Pro subiranno un aumento di 20.000 ¥ (~108 €). I tablet di Xiaomi vedranno invece rincari più contenuti, compresi tra 2.000 ¥ (~10 €) e 10.000 ¥ (~54 €).
Gli aumenti entreranno in vigore dal 1° settembre per i prodotti Xiaomi e Redmi, dal 4 settembre per i POCO.
Xiaomi non è sola in questo: Samsung ha già alzato i prezzi per la settima volta consecutiva e anche Apple si prepara a rincari su iPhone 18. La crisi delle memorie sta diventando un problema strutturale per tutto il settore.
Nel secondo trimestre del 2026, il fatturato smartphone di Xiaomi è calato del 7,5% anno su anno e le spedizioni sono crollate del 26%. In Cina, le vendite durante il festival dello shopping 618 sono scese del 13% rispetto all'anno precedente, proprio perché i produttori hanno ridotto gli sconti per compensare i costi più alti. Alzare i prezzi in questo contesto è un rischio enorme, ma evidentemente non farlo è diventato insostenibile.
Detto ciò, Xiaomi ha dichiarato che il prossimo smartphone in arrivo, atteso la settimana prossima e probabilmente legato all'IFA di Berlino, sarà prezzato con la "massima considerazione" per i fan. Vedremo se è una promessa concreta o solo una formula di rito per ammorbidire l'annuncio degli aumenti.
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